A proposito di Adamo ed Eva
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- Adamo ed Eva, Elena Salvoni cantautrice, femminile interiore, Issah, maternità, sposo sposa
A proposito di Adamo ed Eva
A proposito di Adamo ed Eva è interessante scoprire, attraverso le traduzioni dall’ebraico alle quali si è dedicata con passione Annick De Souzenelle, che:

Illustrazione tratta dall’Aurora consurgens, trattato alchemico XV sec
“Inizialmente non c’era differenziazione tra maschio e femmina all’interno di Adamo. Non esisteva Eva prima della caduta e nemmeno nel paradiso terrestre. C’era soltanto Iššah, che non rappresenta l’estrazione di una costola ma uno dei lati di Adamo, il suo femminile profondo, che Dio gli mette di fronte affinché ne prenda consapevolezza e la sposi in vista di un completamento”.
Quand’è che spunta Eva?

Eve’s creation – William Blake
Continua la Souzenelle: “Dopo la caduta, la femminilità di Adamo si “oggettiva” in Eva e a quel punto avviene effettivamente una dissociazione: Adamo proietta sulla donna “esteriore” gli attributi della vita femminile in lui che non ha saputo fare propri”.
Per capirci meglio, “La donna Eva viene ridotta alla femminilità biologica, mentre Iššah era “l’altro lato” di Adamo, la sua femminilità interiore carica della sua essenziale maternità, quella che consiste per l’Adamo che ciascuno di noi è nel partorire il proprio figlio interiore, cioè un essere pienamente realizzato”.
È molto curioso che la maternità sia realmente iscritta nel nome di Adamo. La prima e l’ultima lettera di quel nome, alef e mem, non sono altro che le due lettere che compongono la parola “madre”. Il nome della lettera centrale , dalet, significa “porta”: “Adamo è creato per nascere da sé a se stesso e attraversare delle porte. È un mutante. Prima della caduta, Adamo era madre in potenza, nel senso essenziale del termine, e ciascuno di noi ne conserva la vocazione nel proprio profondo”.
Poco prima della caduta
Attenzione a questo passaggio. Prima della caduta Iššah non è ancora Eva. Ella, nel confessare a Dio che il serpente l’ha sedotta, constata che si è lasciata “sposare” da Satana. Ed è lui il “nuovo sposo”, Satana, di cui si parla quando Dio dice: “Verso tuo marito si rivolgeranno i tuoi desideri ed egli ti dominerà”. Non è un annuncio della supremazia dell’uomo sulla donna, abbiamo frainteso! “Il nuovo sposo dell’uomo nella sua dimensione di Iššah è la forza propriamente satanica del possesso e del potere. Questo genere di forza domina sul nostro inconscio, ci spinge in direzioni opposte alla nostra vocazione e alla fine ci rende schiavi.”.

Quanto all’apparente condanna “partorirai nel dolore”, si tratta del ritorno alla maternità ontologica, dunque interiore, quella di cui abbiamo detto sopra, che consiste per l’Adamo che ciascuno di noi è nel partorire il proprio figlio interiore, un essere pienamente realizzato.
Nell’attesa che tu che leggi scriva una canzone dedicata alla donna in fondo a te (femminile interiore), ti faccio ascoltare “L’uomo in fondo a me” presente nel mio disco “Un lieto fine” (2020)
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