(Anche) l’amore per la montagna è sacro

(Anche) l’amore per la montagna è sacro

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(Anche) l’amore per la montagna è sacro

Anche l’amore per la montagna è sacro.

“Ci può essere un lato romantico in una spedizione e sta nella parola desiderio”.

In un’intervista l’alpinista bergamasco Simone Moro dice a proposito del Nanga Parbat, massiccio montuoso del Kashmir, (8126 m): «Non ho mai desiderato così tanto questa montagna e mi sono accorto che questo è probabilmente il motivo per il quale sin dall’inizio ho sempre detto: “Questa volta ce la faccio, questa volta vado in cima”».

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Non ti puoi solo infatuare

Guardiamo al significato etimologico del verbo desiderare:

DE-SIDERARE: fissare attentamente le stelle. Qualcuno dà al prefisso “de il significato di allontanamento, quindi mancare di cosa o persona bramata. Volgersi coll’affetto a qualcosa che non si possiede e che piace. (etimo.it)

Articolo anche l'amore per la montagna è sacro E.Salvoni cantauriceMoro sostiene che non ti puoi solo infatuare di una montagna, ti devi innamorare: è un “gigante buono”, devi saperlo corteggiare anche se ti respinge. Il gigante devi saperlo conoscere, tenendo conto che tu sei piccolo, e capire che ha delle dinamiche che non sono le tue.

Realtà più elevate

Quando mi immedesimo in un alpinista penso a lui come se puntasse oltre la cima, come se desiderasse le stelle. È una sensazione molto simile a ciò che scrive Jean-Yves Leloup a proposito dell’essenza di Dio:

«Ecco ciò che appaga il desiderio e insieme lo accresce all’infinito». L’uomo «non è mai arrivato, mai saziato. Rimane un essere di desiderio poiché ciò che vien cercato non comporta limiti, il termine di ciò che è stato scoperto diventa, per quelli che salgono, il punto di partenza per la scoperta di realtà più elevate. Così colui che sale non si arresta mai, andando da inizio a inizio con degli inizi che non hanno mai fine».

E poi: «Colui che sale non ferma mai il suo desiderio a ciò che già conosce, ma elevandosi con desiderio sempre maggiore ad un altro desiderio ancora più alto, prosegue la sua strada all’infinito con ascensioni sempre più alte» (Gregorio di Nissa).

L’Altro, così come la montagna, non è “cosa” che si possa possedere.

Non è un caso, forse, che Moro abbia alle spalle più di 54 spedizioni, come se il desiderio di conquista non avesse fine.

Eden, paradiso perduto?

Anche l'amore per la montagna è sacro E.Salvoni articolo NangaQuando ho scritto la canzone Eden , il mio è stato un viaggio soprattutto interiore, con tutti i suoi originali panorami di valli e di vette, di luci e di ombre, dove la solitudine, il silenzio e il freddo si sono fatti sentire con la stessa intensità della conquista di una cima ritenuta impossibile e il relativo stato di grazia. Mi sono ispirata alle vite di alpinisti come Moro e Reinhold Messner, ho creduto nella mia anima ed ho beneficiato di energie ben oltre le mie.

Saggiamente Simone Moro ricorda che la vetta di una montagna non è il traguardo, è metà percorso; il traguardo è tornare al campo base. Oggi, per me, tornare al campo base significa condividere con gli altri ciò che ho imparato attraverso il viaggio, e non basta farlo da infatuati ma da innamorati del genere umano.

Ringrazio l’amico artista Enrico Scappato per l’ispirata e paziente dedizione nella creazione del video “Eden“.

Lo stesso Messner, nel 2023, ha ascoltato la canzone e ringraziato.

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