Il parto dell’artista

Il parto dell’artista

  • Posted by ElenaSalvoni
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Il parto dell’artista

Creare e dare forma a una canzone non è solo un atto intellettuale, ma un processo fisico, alchemico, emotivo e viscerale. Ecco il parto dell’artista.

Registrare in studio durante questo mese mi ha fatto percepire il canto come un vero e proprio travaglio. Non un tormento o un dolore, ma una fatica intensa: la sensazione di avere ogni fibra del corpo – tendini, ossa, muscoli – e ogni dimensione dell’essere – spirito, mente, emozioni – attive all’unisono, in totale sinergia.

Una piacevole tensione prende forma nel mezzo di tutto quell’invisibile che si muove dentro l’artista mentre esprime e manifesta la sua arte.

Testimonianze grandi autori

Articolo il parto dell'artista Elena Salvoni

Leonard Cohen, Nick Cave

Nick Cave descrive spesso le canzoni come entità vive che nascono da un’idea grezza (il concepimento), crescono cibandosi dell’energia dell’artista e poi chiedono di essere liberate attraverso il “parto” dell’incisione. Testimonianza che troviamo approfondita nel suo libro The Sick Bag Song.

Articolo il parto dell'artista cantautrice E.Salvoni

Bjork

Björk ha dichiarato in diverse interviste che durante la fase di scrittura si sente un semplice contenitore o un canale nutrizionale il cui unico compito è proteggere l’idea finché non è abbastanza forte da sopravvivere all’esterno.

“Accompagnare nel mondo” è la prima espressione che mi viene in mente quando mi chiedono cosa mi stimoli a registrare le canzoni che scrivo. La mia spinta creativa porta con sé un vero e proprio imperativo: “L’ispirazione che ti arriva, dopo la sua gestazione, non tenerla dentro: mettila al mondo!”. Sarebbe innaturale, d’altronde, trattenere una creatura oltre il tempo necessario alla sua nascita. Così la natura spinge affinché io mi prenda cura delle canzoni durante la maturazione interiore e nel momento del parto.

 

Leonard Cohen raccontava come, per brani iconici come Hallelujah, abbia impiegato anni di sofferenza, riscritture e “doglie” creative prima che la canzone trovasse la sua forma definitiva per venire alla luce.

Malika Ayane descrive spesso i periodi di assenza dalle scene come fasi di incubazione sotterranea o gestazione. Ha associato la nascita di un disco al ciclo vita delle cicale: anni trascorsi al buio a formarsi prima di venire alla luce.

Bruno Lauzi usava la metafora del figlio per spiegare il legame emotivo con i propri brani e il momento in cui l’artista deve lasciarli andare: “Una canzone è come un figlio, una volta nata, appartiene a chi la canta”.

Lasciare andare

 

Come ha testimoniato Bruno Lauzi, dopo il parto le canzoni iniziano a vivere di vita propria.

Vanno per il mondo a incontrare orecchie, cuori e sguardi; si posano su ricordi, conquiste, sogni, cieli sereni e tempeste.

Ognuno sarà libero di lasciarsi toccare oppure no.

Sapendo, però, che l’arte possiede quella discreta capacità di raggiungerti anche se resisti.

Soprattutto se resisti.

 

leggi l’articolo Il Processo Creativo e il Premio Bruno Lauzi

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