Prima donna in scultura e musica

Prima donna in scultura e musica

Prima donna in scultura e musica

  • Posted by ElenaSalvoni
  • Arte, giorgio vasari, musica, prima donna, properzia de rossi, scultura

PROPERZIA DE’ ROSSI: prima donna in scultura e musica

Grazie ai manoscritti di Boccaccio, emerge la testimonianza di donne attive nei cantieri come tagliapietre già dal XIII secolo. Properzia de’Rossi, nata a Bologna (o forse a Modena) nel 1490 e morta nel 1530, è la sola scultrice di cui si abbia notizia per il XV-XVI secolo e la prima della storia d’Europa. Prima donna in scultura e musica.

            

Testimonianza del Vasari:

Di Properzia De Rossi sappiamo molto poco; la maggior parte delle notizie che la riguardano proviene dall’opera “Vite” di Giorgio Vasari. Il grande storiografo affermò che oltre ad essere tra le donne che non si sono vergognate di mettersi a lavorare “fra la ruvidezza de’marmi e l’asprezza del ferro”, era “giovane virtuosa che sonò e cantò ne’ suoi tempi meglio che femmina della sua città”.

Formazione della prima donna in sculura e musica:

Fin da giovanissima si specializzò nella microtecnica (appresa dall’incisore Marcantonio Raimondi). Fu in grado di realizzare capolavori di dimensioni infinitesimali nobilitando anche materiali tra i quali noccioli di ciliegie, susine e altri frutti. Scrisse il Vasari: “E perciocchè ella era di capriccioso e destrissimo ingegno, si mise ad intagliar noccioli di pesche, i quali sì bene e con tanta pazienza lavorò, che era un miracolo vedere in su un nocciolo così piccolo tutta la Passione di Cristo“.

L’ingresso a San Petronio:

Accanto agli intagli, Properzia si dedicò a scolpire nel marmo: noto il ritratto di Guido Pepoli che le consentì l’ingresso nel cantiere di San Petronio. Qui, fu fin dall’inizio – afferma Vasari – di netta emarginazione: i suoi lavori le furono pagati “un vilissimo prezzo”, mentre il suo principale detrattore, il pittore Amico Aspertini, “per l’invidia sempre la sconfortò, e sempre ne disse male agli operai”. Properzia lasciò il cantiere dopo due anni, nel 1526, sia perché disgustata dai compensi troppo bassi che per i continui attriti con gli altri artisti.

L’esistenza di questa donna si concluse precocemente e fu travagliata da amori infelici, rivalità con i maestri del cantiere bolognese e scontri che la portarono anche in tribunale. La sua vita divenne di ispirazione per numerose opere teatrali e letterarie.

Morì nel 1530, probabilmente di sifilide o di peste.

Ella riuscì a trasformare una condizione di svantaggio sociale (era figlia di un notaio quindi avrebbe dovuto comportarsi “come tale”) in una scelta di vita anticonformista, rendendosi accessibile un’arte considerata esclusivamente maschile.

Opere:

  • Opera a lei attribuibile con certezza è la formella raffigurante Giuseppe e la moglie di Putifarre (Museo di San Petronio, Bologna).
  • Recentemente si è tornati ad assegnarle anche l’altro noto bassorilievo, La moglie di Putifarre accusa Giuseppe (foto in alto a destra).
  • Terza opera a suo nome è lo Stemma della famiglia Grassi (sotto a destra), nel quale sono Stemma Famiglia Grassi Properzia De Rossi articolo Elenaincastonati dodici noccioli d’albicocca intagliati con figure di santi.

 

Fonti di riferimento:

  • Rivista “Prometeo” articolo di Maria Paola Zanoboni
  • Rivista online d’arte antica e contemporanea “Finestre sull’Arte”

 

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