Può fare male l’Africa?

Può fare male l’Africa?

  • Posted by ElenaSalvoni
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  • Africa, canti, Elena Salvoni cantautrice, mal d'Africa, preghiera, spiritualità, Uganda, viaggio

Può fare male l’Africa?

Può fare male l’Africa? Un po’ per ridere e un po’ per precisare, ieri dicevo a mio fratello che non è mal d’Africa quel che sento, piuttosto un mal d’Italia… Mi è difficile tradurre il contesto di emozioni in cui sono immersa da quando sono rientrata dall’Uganda e chiedo alle persone care di avere pazienza perchè i tempi in cui riprenderò a relazionare serenamente saranno diversi da quelli dell’orologio, non posso deciderli a priori.

Sapevo che sarebbe stata dura rimpatriare, non credevo sarebbe stata durissima. Una Viaggio in Karamoja cantautrice Elena Salvoni articolorecente poesia che mi è sovvenuta durante una passeggiata nella natura, ha espresso al meglio il mio stato d’animo: Dio vuole che resti / in questa dimensione / dove la quiete è un disegno sull’acqua / e ciò che sembra pace si dissolve. / Dio vuole proprio che resti qui / con la pancia aperta metà / sull’Africa metà su questa fredda terra.

La poesia continua ringraziando il volere di Dio e il calore che deriva dal pianto e dalla preghiera sussurrata tra l’Africa e l’Italia e tra l’Italia e l’Africa.

Cosa portare in Italia?

Sono la gioia profonda e la gratitudine immensa le emozioni che hanno regnato in me durante e dopo il viaggio: ma questo regno di gioia è attraversato anche dall’ombra di una nuova forma che ora lo spirito necessita di incarnare. Non è l’Italia che desidero giudicare, non c’è una nazione “meglio” o una nazione “peggio”. Il mio intento è portare un nuovo modo di stare qui, un mio nuovo modo di agire, di essere e amare. Ora più che mai mi ritrovo in questa frase di John Steinbeck:

“Le persone non fanno i viaggi, sono i viaggi che fanno le persone”.

Villaggio Tit vicino a Lyra Elena Salvoni cantautrice articolo

Nella fotografia: Villaggio Tit, il cerchio dei grandi benedice il cerchio dei piccoli.

Quindi può fare male l’Africa?

A questo proposito, vi racconto un aneddoto: l’ultimo giorno in Uganda ci siamo diretti in centro Kampala, la capitale, per mangiare una pizza che simboleggiasse una specie di piacevole rituale di congedo tra noi, l’Uganda e Father Joseph Caesar, colui che ci ha ospitato per la maggior parte del tempo. Il mio stomaco non voleva saperne di mangiare, era pieno di tristezza per il commiato. Con molta leggerezza e un gran sorriso, Father Caesar ha detto a tutti che questa pizza andava mangiata nella gioia, quindi “Mangiate!”. E così sono riuscita a condividere quell’ultimo pranzo serenamente.

Appena tornata in Italia, il mio stomaco si è chiuso nuovamente… Quando all’improvviso ho sentito dentro di me la voce di Father Joseph Caesar che mi esortava, dicendo: “Senti l’Africa con gioia”, che suonava come quel: “Mangia questa pizza con gioia”. Ha salvato il mio stomaco ancora una volta.

Foto Uganda Father Caesar E.Salvoni cantautrice Nella foto a partire da sinistra: Galdino, Lucia, Martina, Io, Father Joseph Caesar

Ogni mattina mi accingo a benedire ciò che il nuovo giorno porterà con sè, gli incontri, le occasioni, i silenzi, la letizia, la malinconia, le campane che suonano, le ultime nuvole al tramonto, le persone che mi hanno insegnato a gioire in mezzo a tutte le difficoltà e a non dimenticare mai di far cantare anche la voce del corpo e dello spirito.

Dio vi benedica. Katonda acucume.

Ringraziamenti speciali

Ringraziamenti speciali vanno all’Associazione Karibu di Scorzè che mi ha coinvolto in questo viaggio rendendomi testimone di progetti che da anni alimenta in Uganda: le adozioni a distanza, la costruzione della scuola sull’isola di Kome, di una stanza sociale vicino a Buluguyi, il sostegno all’orfanotrofio dell’amica Noelina a Masaka… Visita il sito: https://www.karibuscorze.it/

E ringrazio Silvia che attraverso Effatà Charity Organisation (visita la pagina https://www.effatacharityorganisation.org/) provvede all’adoSilvia Effatà viaggio Uganda E.Salvonizione di più di 900 bambini, alle loro cure mediche (nei casi più gravi) e alla costruzione di una casa famiglia che sarà attiva a partire da quest’anno.

Grazie di cuore ai Fathers e alle Sisters che ci hanno ospitato e accompagnato in questa terra dalle profonde radici umane e spirituali.

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Ascolta le mie canzoni: https://elenasalvoni.it/video/

 

 

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