
Fai di me quello che voglio
- Posted by ElenaSalvoni
- 0 Comments
- Elena Salvoni cantautrice, idee, musica, potere, reality show, social, sogni, spirito, talenti
Fai di me quello che voglio
ALBA TRASOGNANTE
Fai di me quello che voglio. Mai capitato di affidare a qualcun altro il grande obiettivo di essere se stessi? Con la “velata” pretesa, magari, che questo organismo o persona si comporti in base alle nostre necessità?
Con la frase “fai di me quello che voglio” s’intende delegare all’altro la gestione delle nostre capacità e di usarle al nostro posto, con la speranza che poi, le redini, riusciamo comunque a tenerle noi. Questo vale per ogni genere di idee, intuizioni, e progetti che ancora ogni tanto, fortunatamente (o coltivata-mente?), ci vengono a trovare.
Le chiavi di casa
Quando lasciamo del tutto qualcuno ad occuparsi dei nostri talenti è come consegnargli le chiavi di casa, della macchina e del bagno: però poi, non lamentiamoci se appena rientriamo la porta è chiusa, la macchina non c’è e il cesso è rotto. Una metafora che può toccare cose materiali così come gli affari dello spirito, i sentimenti, l’intimità e i sogni.
Quello che voglio è un patto col diavolo?
Fai di me quello che voglio è una dichiarazione di “vendersi” per fare meno fatica a realizzarsi (che poi, di che realizzazione stiamo parlando?). Ricorda il patto con il diavolo ne “Il ritratto di Dorian Gray“, cerebre romanzo di Oscar Wilde.
Un patto simile lo ritroviamo nella proposta social odierna dove, dal crearci profili apparentemente sotto controllo, ci ritroviamo in balia di sistemi che si ramificano in mille strade sotterranee. O quando, partecipando ad un reality show, arriviamo a credere di essere finalmente chi siamo perchè di fronte ad una videocamera importante.
E a quella videocamera diciamo: “Fai di me quello che voglio”
A quel profilo social diciamo: “Fai di me quello che credo di volere”
A quell’editore diciamo: “Fai di me quello che ho paura di fare da solo”
E alla tv lasciamo semplicemente spegnere tutto quello che, da soli, siamo venuti al mondo con il potere di realizzare.
Ma se il nostro potere (leggi capacità) lo investiamo solo nel pollice che, da sinistra a destra e da destra a sinistra, cambia i canali, ahinoi, è proprio lì che arriva il “fate di me quello che volete“, e cala il sipario.
Pollice verde… o viola?
C’è da dire che l’uomo, da settant’anni a questa parte, si è anche evoluto. Dal primo telecomando al telefonino… da destra e sinistra ora il pollice ha provato il brivido del sopra e sotto e dell’obliquo scivolando, cosa che con i tasti prima non era possibile!
Qualcuno dal dito un pò assonnato dirà: “Ma come ti sei alzata Elena oggi?”. La risposta: “Col tasto sbagliato!
un pollice in su da
Elena Salvoni cantautrice
Per Elena Salvoni counselor clicca qui
Dettaglio quadro: Taglio dei capelli, Alfonso Erra